Se gli emiri comprassero pure la Rai

La lunga crisi dell’Alitalia sembra vicina a una svolta, che gli ottimisti considerano risolutiva, attraverso la vendita di una quota decisiva della proprietà a una finanziaria del Qatar. Invece l’altra grande macchina mangia soldi d’Italia, la Rai, continua a dilapidare risorse pubbliche e a incamerare i proventi del canone imposto ai cittadini. Il tentativo del governo di ridurre questi sprechi, che sono effetto anche dell’insensata espansione di canali e testate, pressoché clandestini ma con costi di personale e di appalti assolutamente ingiustificabili, ha provocato una levata di scudi e l’immancabile sciopero.
5 GIU 14
Ultimo aggiornamento: 10:12 | 18 AGO 20
Immagine di Se gli emiri comprassero pure la Rai
La lunga crisi dell’Alitalia sembra vicina a una svolta, che gli ottimisti considerano risolutiva, attraverso la vendita di una quota decisiva della proprietà a una finanziaria del Qatar. Invece l’altra grande macchina mangia soldi d’Italia, la Rai, continua a dilapidare risorse pubbliche e a incamerare i proventi del canone imposto ai cittadini. Il tentativo del governo di ridurre questi sprechi, che sono effetto anche dell’insensata espansione di canali e testate, pressoché clandestini ma con costi di personale e di appalti assolutamente ingiustificabili, ha provocato una levata di scudi e l’immancabile sciopero. Come sarebbe bello se Etihad, o un’altra finanziaria petrolifera che [**Video_box_2**]non sa più dove mettere i soldi, decidesse di comperare anche la Rai, e tagliare dove c’è da tagliare, e razionalizzare collocazione e prospettiva di un’azienda che abbia la pretesa di essere leader nel suo settore e non un colabrodo. Naturalmente ci sarebbero le lamentele dei “benecomunisti”, i nuovi ideologi dello statalismo, abbracciata ora anche dal Movimento cinque stelle, che a sorpresa appoggia la protesta superconservatrice dei dipendenti Rai. Privatizzare si può fare, anche perché il palleggiamento politico con Mediaset è evidentemente superato, ma sarà assai difficile farlo con imprenditori italiani poco disposti a scontrarsi con il groviglio di interessi conservatori che hanno la loro casamatta nel cosiddetto “servizio pubblico”. Forse gli emiri, che non si sono spaventati per le prediche fuori tema che si sono sprecate per ostacolare l’operazione Alitalia, sarebbero meno propensi a farsi condizionare.